Teoria della mente lezione 11
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Teoria della mente lezione 11
caterina.fiorilli@unimib.it
temi

Definizione della ToM
Funzioni della ToM
Aspetti evolutivi
Prove ideate per valutare l’evoluzione


Mentalizzazione & Competenza sociale
Definizione ToM / abilità di mentalizzazione:
Capacità di attribuire stati mentali a sé e agli altri
Comprendere che il comportamento deriva proprio da tali stati mentali

Mentalizzazione & Competenza sociale
Livelli di competenza:

… continuum ...
Adeguatezza     Compromissione

Dimensioni compromesse:
Pensiero simbolico/rappresentativo
Abilità sociali

Mentalizzazione & Competenza sociale
Dimensioni compromesse:
Pensiero simbolico/rappresentativo
Abilità sociali
Perché:
Difficoltà di comprendere, rappresentare, immaginare, attendere, etc. la mente altrui;
Difficoltà di cogliere le dimensioni cognitive della mente altrui:
Pensieri; desideri; emozioni; etc.

Mentalizzazione & Competenza sociale
Funzione della ToM:
Funzione sociale
Funzione comunicativa
Funzione adattiva
Funzione protettiva
Mentalizzazione & Competenza sociale
Funzione della ToM:
Funzione sociale & comunicativa:
Serve nelle interazioni sociali per comprendere gli altri
Astington (2003); Baron-Cohen (1995): sostengono che la ToM consente di dare un significato alle interazioni
di formulare ipotesi
di comunicare in modo competente ed adeguato

Mentalizzazione & Competenza sociale
Funzione della ToM:
Funzione adattiva & protettiva:
P. Fonagy (et al., 2001): ruolo della predittività nello scambio interpersonale
Ruolo della predittività per consentire al bambino di adattarsi all’ambiente
Ruolo della predittività per consentire al bambino di ‘proteggersi’ dall’ambiente
Mentalizzazione & Competenza sociale

PENSA A 3 SITUAZIONI IN CUI UN BAMBINO TRA I 3 E I 5 ANNI POTREBBE MANIFESTARE UNA DISFUNZIONALITA’ NELLA FUNZIONE SOCIALE, COMUNICATIVA, ADATTIVA E PREDITTIVA
QUALI CONSEGUENZE CI SAREBBERO?

Dimensioni evolutive


Continuum
Sequenza evolutiva complessa
Dimensioni evolutive
Psicologia del desiderio
A 2 anni:
Uso di termini linguistici per descrivere desideri ed emozioni (sé-altro)‏
Comprensione della mente basata sui desideri
Comprensione del ruolo dei desideri sul comportamento
Psicologia del desiderio
Esempio di dialogo:
Giulia (2;6): “Mamma, voglio il gelato”
Mamma: “No, prima devi finire di mangiare quello che hai nel piatto”
Giulia: “Ma io lo voglio, adesso vado a prenderlo”
Psicologia del desiderio/credenza
A 3 anni:
Comprensione delle vere credenze (riferite ad un dato di realtà)‏
Discorsi riferiti alle credenze
Ruolo delle credenze nelle interazioni personali (confronti; conflitti; liti; etc.)‏
Psicologia del desiderio/credenza
Esempio di dialogo:
Mamma: “Andrea, hai fatto male a Luca! Perché l’hai fatto?”
Andrea (3;5): “Perché Luca è cattivo, voleva rompere il mio trenino”
Mamma: “Pensi che Luca l’abbia fatto apposta?”
Andrea: “Sì, penso che Luca è cattivo”
Psicologia del desiderio/credenza
Triade desiderio – credenza – azione
Psicologia del desiderio/credenza
Wellman (1991):
Costruisce una prova per valutare la capacità del bambino di prevedere l’azione di un soggetto X tenendo in considerazione i suoi desideri/credenze:
COMPITO DI VERA CREDENZA
Vera credenza: perché basato su un dato di realtà
Compito di vera credenza
Wellman (1991):
Viene narrata la storia di un personaggio che desidera giocare con il proprio gattino.. Ma il gatto non si trova in casa: può essere sia in cucina che in giardino
Compito di vera credenza
Compito di vera credenza
Wellman (1991):
Si informa il bambino che il protagonista crede che sia in giardino.
Quindi gli viene chiesto dove il personaggio cercherà il gattino.
Compito di vera credenza
Compito di vera credenza

Per superare la prova il bambino deve usare congiuntamente:
Informazione sul desiderio di X
Informazione sulla credenza di X
Queste informazioni coincidono con il dato di realtà.
Quello che crede/desidera il protagonista della storia coincide con ciò che è nella realtà

Ma cosa accade se il protagonista della storia crede qualcosa che non coincide con la realtà? Il bambino riesce a tenere separate le credenze del protagonista della storia con le conoscenze che lui ha?
Falsa credenza
A 4 anni:
Comprensione della mente come sistema rappresentazionale
Comprensione dell’esistenza di rappresentazioni mentali
Si struttura il pensiero ricorsivo di I ordine
Come si manifesta?:
Battistelli (1995): “Io penso che tu pensi X”

Comprensione che l’azione di una persona può derivare da una credenza che può non corrispondere con il dato di realtà
Falsa credenza di I ordine
Il test che valuta tale competenza è il:
COMPITO DI FALSA CREDENZA
Due compiti:
Wimmer, Perner (1983): Spostamento inatteso
Perner, Leekman, Wimmer (1987): Scatola ingannevole
Spostamento inatteso
Al bambino viene raccontata una storia i cui protagonisti sono un bambino, di nome Maxi, e la sua mamma.
Lo sperimentatore mette in scena una precisa sequenza di azioni:
Maxi, in presenza della madre, ripone un pezzo di cioccolata in un determinato armadio della cucina e in seguito si allontana per giocare
Durante la sua assenza la mamma, per cucinare, prende il cioccolato dall’armadio dove era stato riposto e lascia la parte rimanente in un altro armadietto
Poi la madre si allontana dalla scena
A questo punto Maxi ritorna in cucina
Non ha assistito allo spostamento (inatteso) della cioccolata e quindi ignora la nuova collocazione

Spostamento inatteso
Spostamento inatteso
Spostamento inatteso
Spostamento inatteso
Falsa credenza di I ordine
Il bambino possiede la capacità di attribuire ad un altro soggetto una falsa credenza rispetto alla realtà e di rappresentarsi il contenuto della mente dell’altro come diverso dal proprio
Falsa credenza di I ordine
Perner, Leekman, Wimmer (1987):
Si chiedono se il fallimento nel compito di falsa credenza (solo il 50% lo supera a 4 anni) sia dovuto alla difficoltà del soggetto testato di tenere in considerazione l’aspettativa implicita del protagonista (un oggetto rimane laddove è stato collocato)‏
Gli autori decidono di rendere esplicita tale aspettativa all’interno della narrazione
I bambini di 3-4 anni falliscono ancora

Falsa credenza di I ordine
Perner, Leekman, Wimmer (1987):
Elaborano un nuovo compito di falsa credenza allo scopo di far sperimentare al bambino direttamente le credenze erronee
Compito della scatola ingannevole

Scatola ingannevole
Il bambino, insieme ad un amico, viene condotto in una stanza con la promessa che il ricercatore mostrerà loro il contenuto di una scatola
All’amico, però, viene anche detto di aspettare il suo turno fuori dalla porta
All’interno della stanza viene mostrata al bambino una scatola di Smarties
Si chiede al bambino che cosa pensa che ci sia nella scatola
Il bambino risponde Smarties
A questo punto gli si mostra che in realtà si sbaglia e che la scatola contiene una matita
Entra il suo amico a cui verrà mostrata la scatola: il bambino deve dire cosa si aspetta che l’amico pensi ci sia nella scatola:
“Secondo te cosa penserà (nome dell’amico) che ci sia qui dentro?”
Scatola ingannevole
Prerequisiti al superamento del compito di falsa credenza (I ordine):
Sapersi decentratre dalla propria conoscenza
Saper rappresentare la credenza (falsa)‏
Compito di falsa credenza I ordine
Woolfe, Want, Siegal (2002):
Mettono a punto un test pittorico per ridurre a minimo l’intervento di elementi linguistici nella valutazione della ToM

Falsa credenza di II ordine
A 6-7 anni:
Il bambino accede ad un pensiero ricorsivo più complesso: meta-rappresentazione
“Io penso che tu pensi che X pensi Y”
Perner, Wimmer (1985): costruiscono un compito che permette di valutare questo pensiero
COMPITO DI FALSA CREDENZA DI II ORDINE
Compito di John e Mary
Al bambino si racconta la storia di J. E M. che giocano insieme nel parco
Lì vedono un carretto dei gelati
Mentre M. va a casa a prendere il denaro per comprare il gelato J. vede il carretto spostarsi verso la chiesa
Anche M., però, viene a conoscenza, all’insaputa di J., che il gelataio si è spostato
Compito di John e Mary
Compito di John e Mary
Compito di John e Mary
A questo punto si chiede al bambino:
“Dove pensa John che Mary sia andata a comprare il gelato



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